Idee
Approfondimento, di ,

“Cinema gay? Non mi ci riconosco, anzi, spesso mi irrito”

L'esponente del Pd racconta le sue reazioni davanti alla rappresentazione del mondo gay sul grande schermo. Più progressista la televisione, almeno nel resto del mondo

Vedendo l’omosessualità rappresentata sul grande schermo, spesso mi sono più irritata che riconosciuta. L’omosessualità maschile, soprattutto in passato, è stata quasi sempre descritta come qualcosa di subdolo, come una trasgressione torbida e carica di accezioni negative. Le storie di omosessualità femminile invece hanno raccontato per lo più grandi tormenti e sofferenze, con finali tragici, spesso mortali: il “meglio” che poteva succedere era che la protagonista ritornasse etero.

Con gli anni le cose hanno cominciato a cambiare, anche se molto lentamente, e il cinema ha iniziato a proporre storie omosessuali belle e ricche: penso ad esempio a I ragazzi stanno bene, una commedia agrodolce che non solo metteva in scena una storia d’amore fra due donne tenera e credibile, ma trattava anche il delicato tema della genitorialità per una coppia gay.

Ma ancora oggi si fa fatica a vedere storie normali, magari anche divertenti, lievi in cui l’omosessualità viene vissuta alla luce del sole senza un risvolto torbido o doloroso. È il pregiudizio che non accetta la normalità dell’omosessualità, non accetta che la quotidianità di una coppia gay sia del tutto simile a quella etero.

Per contro abbonda nel cinema, soprattutto quello porno, un filone lesbo del tutto fasullo che racconta la sessualità femminile esclusivamente a misura del desiderio e dell’immaginario erotico maschile, ad uso e consumo degli uomini. Ho fatto l’amore con tante donne, non mi sono mai riconosciuta in quella falsa rappresentazione, che è frutto del voyeurismo maschile, non della realtà.

Tra l’altro è un filone che spesso transita anche attraverso il cinema generalista: penso all’esempio di Basic Instinct, in cui la tematica omosessuale era inserita solo per il piacere degli spettatori maschi e serviva più che altro a inserire un elemento di ambiguità e di trasgressione nella storia.

Se da una parte il cinema, anche quello italiano, fa ancora fatica a trattare il tema dell’omosessualità, nelle fiction televisive le storie gay abbondano in Germania, Stati Uniti, Spagna, Sudamerica, nord Europa. Ho condotto una ricerca approfondita su questo tema, e ho osservato che si tratta di storie per lo più positive e solari, spesso raccontate in un’ottica di amore famigliare.

Questo avvicina il pubblico all’omosessualità e lo aiuta a conoscerla senza averne paura. È arrivato il momento, anche in Italia, di raccontare le nostre vite vere, la nostra quotidianità, con alti e bassi, cose belle e cose brutte. Vite normali, finalmente: sarebbe ora.