Cultura e spettacoli Lifestyle
Intervista, di ,

Monica Consoli: “la cucina è costruzione della memoria”

Nota nella galassia gastronomica italiana per l’attività di divulgazione della buona cucina che, partendo dalle rubriche a tema sulle pagine di stampa locale, ha trovato spazio su Radio Rai dove associava i piatti alle bellezze artistiche delle varie città siciliane

La mamma di Monica, Eleonora Oliveri, dopo aver lavorato a un lungo per l’ente provinciale turismo, ha messo su carta tutta la notevole esperienza gastronomica di famiglia e non solo: “Mamma ha girato tutta la Sicilia per recuperare ricette, molte delle quali donate dalle monache, poiché la cucina conventuale ha sempre avuto un’importanza indispensabile, e dalle anziane signore che le trascrivevano sui quaderni. Da questa ricerca nasce nel 1987, il libro in due volumi La Cucina del Sole, arricchito dalle illustrazioni del pittore Francesco Contraffatto. Non contenta delle circa 497 ricette, il giorno dopo la pubblicazione, ha iniziato a collezionarne altre”. Eleonora è ben nota nella galassia gastronomica italiana per l’intensissima attività di divulgazione della buona cucina che, partendo dalle rubriche a tema sulle pagine di stampa locale, ha trovato spazio in un programma prodotto da Radio Rai nel quale i piatti venivano associati alle bellezze artistiche delle varie città siciliane. Instancabile e vulcanica come la sua Catania, Eleonora, prima degli altri, supportata dall’entusiasmo di una cooperativa di donne ha intuito, alla fine degli anni Ottanta, l’esigenza di un servizio catering: “Quell’attività non esisteva ancora, e la Camera di Commercio riscontrò qualche difficoltà nel momento della registrazione. Mia madre, sua sorella Alessandra e altre signore fondarono così Cucina delSole, società che, seppur cambiando forma nel corso degli anni, oggi è gestita attivamente da me e da mia zia”.

Monica ha assorbito completamente la passione di mamma Eleonora, che è stata anche un’antesignana del finger food: “Ha miniaturizzato le portate con il desiderio di renderle gradevoli alla vista e al palato”. Oggi Eleonora e Monica impartiscono lezioni di cucina a italiani e soprattutto a stranieri: “Abbiamo avuto migliaia di allievi desiderosi di apprendere. Cerchiamo di fornire loro tutte le informazioni storiche e culturali che permettano di conoscere la sapiente origine del piatto”. La cucina è cultura, ma anche manifesto etico: «Siamo attente alle eccellenze del territorio siciliano, ai prodotti della dieta mediterranea, alle materie prime, alla stagionalità e al chilometro zero. Attraverso la scelta dei cibi e degli alimenti, si veicolano le nobili idee del benessere e del rispetto».

In cucina, come nell’arte, sono i dettagli a fare la differenza: “La pasta alla Norma, per esempio, potrebbe sembrare a prima vista un piatto banale, ma così non è perché bisogna fare attenzione ai pomodori che si utilizzano, al taglio delle melanzane, alla ricotta salata e al basilico; soltanto così si avrà una Norma degna di essere chiamata tale”.

Sugli stravolgimenti un po’ azzardati che gli arancini nel corso degli anni hanno subìto, Monica Consoli ha le idee chiarissime: “Sono contraria alle varie forme di restyling ché a volte sono degli autentici pasticci; quelli panna&salmone o al nero di seppia, per citarne alcuni, m’inquietano molto. A Catania gli arancini si fanno rigorosamente con il riso bianco. La Sicilia in passato è stata una grande produttrice di riso, introdotto dagli arabi insieme allo zafferano. Esiste anche una ricetta del ‘400 che parla di risotto alla ciciliana (alla siciliana).  Successivamente la coltivazione si è spostata principalmente al nord, e al sud ci siamo dedicati alla pasta”.

La cucina è donna? “Noi, per scelta, a Cucina del Sole siamo tutte donne. L’uomo catanese ama andare alla Pescheria e, con un certo orgoglio, scegliere il pesce più fresco da portare alla moglie affinché lo cucini nel migliore dei modi. Mio nonno amava cucinare. Era singolare, negli anni Quaranta, immaginare un uomo ai fornelli. Sosteneva che tagliolini fatti in casa, conditi con i cavoli, dovessero produrre un rumore soffice nel momento in cui venivano girati per essere tagliati nel piatto. Per far sì che ciò avvenisse, si impegnava a prepararli amorevolmente. A parte lui, la nostra storia è tutta al femminile. Da sempre, in fondo, il grande potere delle donne è la cucina. Non dimentichiamolo”.