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La tradizione delle isole si fa artigianato artistico con La Casa Eoliana

Candelabri, ceste, stole realizzate con le tecniche delle antiche reti da pesca. Sono alcuni dei manufatti che Francesca Parisi raccoglie nel suo negozio a Lipari. Ognuno di essi racconta storie di donne

In principio La Casa Eoliana era soltanto un’onirica visione ricorrente nelle notti di Francesca Parisi: “Quando abitavo in Toscana sognavo questo luogo ricco di luce, avvolto da ogni sfumatura di bianco, pieno di gioia, capace di infondere pace e benessere”; nel 2011, poi, assunse le sembianze di un concept store. Oggi La Casa Eoliana narra tutte le seducenti anime di Sicilia, attraverso una serie di manufatti realizzati da una galassia creativa rigorosamente isolana: “Gli artisti che espongono sono esseri umani, nel senso più alto e bello del termine, che trasmettono con le loro opere l’energia pura del luogo in cui vivono”. Francesca è nata a Catania, e – dopo aver vissuto per oltre vent’anni a Siena – facendosi tentare dallo stimolante sogno che la tormentava, ha trasferito tutta la sua vita a Lipari “perché è uno dei luoghi più belli al mondo, nel quale l’armonia regna sovrana sui quattro elementi in continua danza”.

Oltre alla valorizzazione e alla promozione dei tradizionali dettagli della storia eoliana, Francesca ha raccontato anche la forza di quelle donne che – scardinando le severe regole dei ruoli – hanno svolto mansioni considerate prettamente maschili: andare in mare, di giorno e di notte (spesso anche in gravidanza), varando le barche, lanciando e tirando le reti per vendere il pescato e sfamare così i figli. “A Lipari la figura della pescatrice prende piede negli anni della guerra e dell’emigrazione, quando gli uomini erano costretti a lasciare la famiglia per servire la patria o per cercare fortuna all’estero. Abbiamo voluto rendere omaggio al coraggio delle loro mogli in maniera insolita: trasformando le reti in stole e scialli di lino. Ogni pezzo è stato confezionato a mano alla maniera in cui si tessevano e si rattoppavano quelle antiche. Sono legatissima a quei filati perché rappresentano un vero e proprio Made in Lipari che va dall’ispirazione dalla realizzazione.

Fra gli insoliti candelabri in legno scolpiti con le fattezze delle Teste di Moro e le creazioni del vecchio cestaio dell’isola, non mancano mai le sante patrone e le madonne: «La commistione fra sacro e profano è un potentissimo motivo ricorrente in Sicilia, basterebbe assistere alle feste di Santa Rosalia a Palermo e diSant’Agata a Catania per rendersi conto della coesistenza fra i contrari che si attraggono, fra la massiccia preziosità dell’oro e la rituale evanescenza dell’incenso. Le icone sacre fanno parte della tradizione: in ogni casa siciliana c’è una madonna, una santa o un ex-voto. Ricordo, per esempio, che al muro sopra il letto di mia nonna c’era un rosario a grani grossi in legno. L’ho fatto riprodurre in pietra perché è un simbolo impresso nella memoria della Sicilia».

Francesca Parisi, recuperando miti e leggende, ha mantenuto vivo anche il culto per il cuore eoliano – realizzato in legno e dipinto in oro e bianco con polvere di pomice – ché “oltre a ricordare la foglia del cappero, secondo gli anziani muratori di Lipari, era la chiave di volta degli antichi forni a legna realizzati con pietre locali disposte a spirale per formare una cupola al cui vertice veniva conficcato un cuneo cuoriforme a garantirne la stabilità. All’ingresso del forno, veniva murato un altro cuore che – avente funzione propiziatoria – invocava la provvidenza. Nel forno, infatti, trovava sempre posto anche il pane da destinare ai poveri. Così il cuore di Dio si univa al cuore degli uomini in uno scambio di sentimenti e di generosità che riduceva in cenere ogni avarizia e ogni avidità”.

Un passato vivo nel presente che Francesca Parisi vorrebbe contribuire a proiettare nel  futuro: “L’artigianato sarà il nuovo lusso. Il pezzo unico soddisferà i gusti più esigenti, soprattutto se realizzato con amore, competenza, e rispetto della tradizione. Ho sviluppato, lontano dalla Sicilia, una tale nostalgia che mi ha spronato a ricercare artisti e artigiani che potessero far rivivere le emozioni di un tempo lontano. Sono la regista di questo piccolo ma grande spazio che – incantando con il ricordo e la sperimentazione – affascina con tutto il bello che la Sicilia ci offre”.