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Virginia Di Giorgio, l’artista che incanta con Virgola e gli oggetti del quotidiano

47.000 followers su Instagram, numerosi apprezzamenti e riconoscimenti per la ventottenne siciliana che con raffinatezza dà vita agli oggetti donando un sorriso alle persone

Un foglio, una matita, qualche acquerello  e un qualsiasi oggetto: a volte basta poco per esprimere il proprio mondo interiore.Ne dà conferma Virginia Di Giorgio, eclettica messinese trapiantata a Firenze, capitale dell’arte,  laureata in Storia dell’Arte Medievale,  ma soprattutto affezionata mamma di Virgola.

Una graziosa pupetta stilizzata che giorno dopo giorno fa capolino sugli schermi di smartphone e pc di numerosi internauti, incantandoli con sorprendenti illustrazioni scenografiche ottenute con colori e semplici oggetti come un rossetto, un fiore, un bottone o un biscotto.

Con la sua singolare creatività, Virginia trasforma la  quotidianità  in un racconto suggestivo, riuscendo così a fare dell’arte il suo mestiere. 47.000 followers su Instagram, numerosi apprezzamenti e riconoscimenti per la ventottenne siciliana che con raffinatezza dà vita agli oggetti donando un sorriso alle persone.

Come definirebbe il suo rapporto con l’arte?

Incompleto e in espansione: sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli, sia per il mio lavoro che per i miei interessi. Aver studiato storia dell’arte mi ha aperto la mente verso moltissimi orizzonti, ma ancora non sono sazia, cerco sempre qualcosa di nuovo e diverso.

Come è nata l’idea di Virgola?

È nata da un percorso personale, l’acquerello e il disegno sono la mia passione, e lo studio mi ha avvicinata all’outline drawing. Da qui, il passo verso Virgola è stato evidentemente breve. Ho iniziato dando “nuova vita” ai biscotti e qualche oggetto, poi ho sentito la necessità di un personaggio che potesse interagire con questi, così ho creato la mia pupetta.

Quando ha iniziato a realizzare che Virgola stava diventando un progetto lavorativo?

Non appena ho iniziato a ricevere proposte lavorative. Ho avuto l’immensa fortuna di non dover mai cercare i clienti, che si sono avvicinati spontaneamente alla mia arte, e non ho potuto che accoglierli con entusiasmo.

Crede che i social network l’abbiano aiutato a farsi conoscere?

I social network sono le colonne portanti del mio progetto: mi hanno aiutata a farmi conoscere, e continuano ad essere un validissimo mezzo di diffusione delle mie illustrazioni.

Ha creato pure uno shop online. Che prodotti propone?

Tutto ciò che viene definito merchandising, ovvero cover, segnalibri, calamite e le stampe dei miei disegni. Ma spero di ampliare la proposta, visto il successo finora registrato.

Che messaggio intende trasmettere attraverso questa sua creazione?

Leggerezza! Credo che il mondo, nella sua totalità e complessità, ci appesantisca il quotidiano con immagini, notizie e pensieri di cui tutti noi faremmo volentieri a meno. Anche per questo il background delle mie illustrazioni rimane bianco, lasciando un respiro molto ampio al disegno. E poi il gioco: mi diverto quando creo, e vorrei che tutti sorridessero quando guardano i miei disegni.

Futuri progetti o collaborazioni?

Al momento ho ricevuto diverse proposte considerevoli, tanto da dover fare delle scelte. Ma preferisco rimanere cauta e non pronunciarmi. Non saprei dire nemmeno qual è il mio sogno nel cassetto, perché un sogno in fondo lo sto già vivendo: è difficile vivere di passione, ma io, non so come, ci sto riuscendo.