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Freya Stark, che viaggiava da sola: l’avventura di un’esploratrice

È considerata l’antesignana della letteratura da viaggio e ha sempre preferito andare in giro in solitudine, perché "se si va con qualcun altro, tutto finisce in chiacchiere". Oggi è protagonista di una mostra ad Asolo e di una biografia per ragazzi di Emanuela Da Ros

Freya Stark è una donna giovane intraprendente: viaggia da sola, esplora, scrive. Una donna della prima metà del Novecento oggi considerata l’antesignana della letteratura da viaggio con i suoi scritti, la sua cartografia e le sue esplorazioni.

Nasce a Parigi nel 1893 da madre italo-inglese e padre inglese, vive per un periodo in Inghilterra e cresce ad Asolo, cittadina arroccata divenuta presto luogo ideale per una certa nobiltà inglese un po’ snob. All’età di 4 anni, Freya decide che la casa dove abita le sta stretta, e scappa. Ma il suo primo viaggio finisce presto. Subito riportata indietro dai familiari, resterà in quella dimora per poco, perché viaggiare ed esplorare diventeranno la sua vita.

Amante dei libri e della libertà, Freya assapora la voglia di sognare leggendo Le Mille e una Notte: il suo amore per il mondo arabo nasce così. Si dedica con passione alla lettura e alle lingue, italiano, francese, tedesco e arabo. Il suo primo viaggio in Medio Oriente lo compie all’età di 35 anni. Fra il 1927 e il 1939 organizza spedizioni in Libano, Siria, Iraq, Persia, a cavallo di pony, cammelli, dromedari, muli.

Nel corso dei suoi viaggi, Freya perfeziona le mappe di aree poco conosciute, aggiorna la toponomastica e riscrive la geografia. Il viaggio per lei è puro piacere, divertimento, incontro con “il meglio della natura umana”: non ha paura dell’altro, dello straniero poiché “non esistono stranieri, ma solo sconosciuti”

Oggi Asolo le dedica una mostra e la scrittrice Emanuela Da Ros ha incentrato su di lei la biografia racchiusa nel libro per ragazzi Freya Stark: la sfida del viaggio (inEdibus). Così l’autrice: “Freya è una donna moderna, attuale, resta se stessa nonostante le chiacchiere degli altri. Vive in anni difficili per le figure femminili, il cui compito era quello di realizzarsi nel matrimonio, stare in casa, accudire i figli: non certo quello di girare il mondo”.

“Lei vive sopra le righe- dice Da Ros-  oltre le apparenze, sopra le forme di ipocrisia sociale che c’erano al suo tempo e che ci sono, in parte, tuttora”. Freya è una donna intelligente e consapevole della sua intelligenza anche se spesso finge di essere stupida di fronte a situazioni particolari poiché “se fingi di essere più stupida nessuno si stupisce”. La donna intelligente preoccupa e fa paura.

Il viaggio è per Freya motivo per scoprire, in solitudine, luoghi e persone. “Per viaggiare bisogna essere soli: se si va con qualcun altro tutto finisce in chiacchiere. Dobbiamo essere forti e aver fiducia nelle sorprese della vita”. I suoi viaggi li compie da sola e a volte, accompagnata da una guida, in terre non sempre facili come l’Oriente o una parte d’Europa.

Emanuela Da Ros di questa donna apprezza soprattutto “l’ironia, la capacità di sognare e poi concretizzare i propri sogni; la coerenza e la schiettezza; lo stare bene in ogni luogo e con chiunque incontrasse nel cammino, l’accettare quello che aveva a disposizione pur di viaggiare”.

Nel 1993 Freya Stark compie il suo ultimo viaggio, quello dal quale non tornerà più, ma la sua passione vive attraverso la letteratura, che oggi l’ha riscoperta.