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Rona Fairhead, presidente della BBC: “Nelle news ci vuole velocità”

Laureata in legge a Cambridge, con successivo Mba alla Harvard Business School, da anni è ai posti di comando di aziende importanti. È anche pilota d'aereo, madre di tre figli e ha sconfitto un tumore al seno. Oggi si batte per la convivenza di carta e Internet

Alle sfide e alle attraversate di mari burrascosi Rona Fairhead, neo nominata presidente della BBC, è abituata da sempre. Ha 53 anni, capelli biondi e sorriso aperto, che cela carattere e carriera da vera iron lady. Porta il nome del marito Tom, esponente dei Tory.

È madre di tre figli, ma è anche laureata in legge a Cambridge, con successivo Mba alla Harvard Business School. Da anni è ai posti di comando di aziende importanti, siede in board come quelli di Hsbc, Economist e PepsiCo. Ha pure combattuto e vinto un tumore al seno.

Sarà stato questo mix vincente di doti umane e professionali e esperienze ad aver convinto il governo britannico a nominarla presidente dell’emittente di stato, al posto dell’ex governatore di Hong Kong Chris Patten. È la prima donna a ricoprire questo ruolo e sembra la persona giusta nel posto giusto. Perfetta per traghettare la storica tv verso il futuro e il digitale e per far dimenticare al più presto gli scandali di super stipendi e pedofilia, in cui è stato convolto anche il conduttore Jimmy Savile.

La carriera di Rona, che allora di cognome faceva Haig, è cominciata negli anni ’80, prima in  Bain&Co, poi nel colosso della finanza Morgan Stanley. Dal 1991 è stata consulente per British Aerospace e Bombardier Shorts Aerospace, qui è nata la passione per il volo che l’ha portata a prendere un brevetto da pilota. Poi sono arrivate la Imperial Chemical Industry, di cui ha scalato tutti i gradini fino a diventare vice presidente, e il gruppo media Pearson Pl.

Per la Fairhead è stato il debutto nell’informazione, un cosmo che è le è piaciuto particolarmente, tant’è che nel 2006 è diventa chief executive del Financial Times, il quotidiano economico della City, affiliato proprio a Pearson. Ha mantenuto il ruolo fino al 2013, quando, in un curioso gioco del destino, è stata sostituita da colei che in realtà l’aveva preceduta alla guida del gruppo: Marjorie Scardino, un’altra “donna alfa” dell’editoria. In quegli anni le è stato anche diagnosticato un cancro al seno, da cui è guarita, e ha contribuito al rilancio di una testata autorevole che iniziava a soffrire la concorrenza dei nuovi media.

La sua stellare buonuscita, pari a un milione di sterline più tre milioni di stock option, ha provocato una rivolta tra gli azionisti del gruppo. Ma Rona non si è scomposta e ha commentato: “Certamente si tratta di una cifra considerevole, ma è proporzionata al lavoro che ho svolto per l’azienda e al ruolo che ricoprivo”.

Fairhead non ama raccontarsi e parlare di sé. È già abbastanza esposta. In una delle sue rare interviste, quella concessa all’Independent nell’ormai lontano 1998 quando era vicepresidente dell’Ici, ha detto che tra i suoi obiettivi c’è quello di conciliare la carriera con il suo ruolo di madre e “far capire alle donne che è possibile lavorare, anche con ruoli di responsabilità, senza rinunciare alla famiglia”.

E forse sarà proprio il suo essere mamma di tre teenager ad aiutarla anche nel nuovo ruolo. La BBC deve affrontare la sfida del cambiamento del mercato dei media, rinnovare parte dei suoi contenuti e, soprattutto, pensare ai nativi digitali. Durante la sua esperienza nel gruppo Pearson, la Fairhead ha messo a punto un sistema che ha permesso la convivenza di news su carta e Internet. “Ci vuole velocità –ha spiegato- ma anche qualità, approfondimento e creatività. Stiamo andando verso la customizzazione delle notizie. Dobbiamo creare pacchetti di notize ad hoc per specifici gruppi di lettori”.

Al Financial Time Rona è riuscita a vincere questa scommessa, le promesse per un nuovo successo alla BBC ci sono tutte.

 

 

 

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