Cultura e spettacoli
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Da Padova con allegria Bruna Coscia e la sua Fiera delle Parole

L'organizzatrice racconta la festa della cultura nata otto anni fa, che quest'anno ha incluso 180 eventi, 250 autori nazionali e alcuni ospiti internazionali: sei giorni per festeggiare i libri e partecipare (gratis) ad eventi e incontri nei luoghi più belli della città

Abbiamo parole per vendere,


Parole per comprare,


Parole per fare parole.

(testo di Gianni Rodari, musica di Sergio Endrigo e Luis Bacalov)

“Tu sei, scusa?”

“Sono Silvia, Silvia Nalon, collaboro con Donneuropa e..”

“Silvia, sono timidissima!”

Il mio primo incontro con Bruna Coscia è avvenuto così, in mezzo a persone che si accaparravano i posti per ascoltare l’autore di turno.

Chi è Bruna Coscia e di cosa sto parlando?

Flashback.

Padova ospita, ormai da 4 anni, la Fiera delle Parole, nata 8 anni fa a Rovigo poi migrata nella mia città.

La Fiera delle Parole è una festa che include 180 eventi, 250 autori nazionali e alcuni internazionali: durante i sei giorni della Fiera si festeggiano la parola, la musica, i libri e si partecipa ad eventi ed incontri speciali senza pagare alcun biglietto.

Durante questa grande festa della cultura, si possono ammirare luoghi speciali della città, poiché gli eventi si svolgono in luoghi diversi: Palazzo della Ragione, il Caffè Pedrocchi, il Centro Culturale san Gaetano (ex tribunale di Padova), Palazzo Moroni sede del Municipio, il Museo Diocesano… e poi librerie, alcune Scuole Superiori, il Centro Universitario, il Carcere Due Palazzi.

Ogni anno sfoglio il programma cercando gli eventi ai quali mi piacerebbe partecipare e spesso quelli che mi interessano avvengono durante il mio orario di lavoro. “Vabbè, sarà per l’anno prossimo”, penso.

Ecco, questo è “l’anno prossimo”.

Vado ad ascoltare i racconti di un Premio Oscar: il regista Giuseppe Tornatore, oggi qui in veste di autore de Il collezionista di baci.

Bici, borsa rossa, moleskine rossa, penna e ipad… ho anche un appuntamento con l’organizzatrice della Fiera nel salone del Palazzo della Ragione.

Cristina Cama, ufficio stampa, mi traghetta da Bruna Coscia, organizzatrice de La Fiera delle Parole.

E adesso ritornate all’inizio. Al dialogo, intendo.

Bruna Coscia, un’elegante signora bionda, indossa un abito blu con abbassamento bianco e scarpe basse. Mi sorride. Dopo la presentazione, mi chiede di scusarla e di aspettarla. Io, paziente, aspetto e osservo.

Bruna risponde al cellulare mentre corre dalla parte opposta del grandissimo salone, parla con i tecnici del mixer audio, viene intervistata dal tgR veneto, incontra l’Assessore alla Cultura, scatta foto, intrattiene l’ospite che pochi minuti dopo terrà una lectio magistralis. Insomma seguirla, anche solo con gli occhi, è un’impresa.

Allora nel frattempo, mentre aspetto, penso che “words are very unnecessary” ora non vale, perché qui le parole diventano motivo di riflessione, di incontro, di pensiero. Cultura.

Ad un tratto vedo Bruna cercare qualcuno. Quel qualcuno sono io.

Mi fa un cenno con la mano e si avvicina.

Le dico che mi sembra un’ottima padrona di casa “senza ciabatte”. Ridiamo. Mi svela che spesso a lei viene voglia di portarsele da casa, le ciabatte. Iniziamo la nostra chiacchierata e lei vorrebbe raccontarmi quello che ha detto a chi l’ha intervistata prima di me. Le chiedo di parlarmi di Bruna.

Allora pesca nei ricordi e mi racconta di quando, negli anni ’80 a Este (in provincia di Padova), chiese ad alcuni amici di aiutarla ad organizzare concerti, non di band locali. A Este arrivarono Vasco Rossi, Gianna Nannini, Roberto Vecchioni. L’anno successivo decise di organizzare, con i soliti amici, una rassegna di cinema. A Este, paese di quasi 17mila abitanti, giunsero registi come Montaldo, Maselli, Magni. E poi fu la volta della rassegna letteraria e della nascita dell’Associazione Cuore di Carta, della quale Bruna fa parte.

“Decisi che volevo creare un evento che racchiudesse tutte le cose che piacciono a me: musica, cinema, poesia, letture…così è nata La Fiera delle Parole”. Bruna afferma che questo non è un lavoro, ma una passione che condivide con gli amici di sempre. “La fatica è tanta, ma ci divertiamo”. Mentre dice queste parole, un ammiratore le si avvicina: “ Tu sei essenziale!” esclama. Bruna, timidamente sorride e lo saluta con gentilezza. Riprendiamo la chiacchierata.

Le chiedo perché nel programma di quest’anno non ci siano molte scrittrici. Risponde che decide il programma in base a quello che le piace, ai libri che la ispirano, a quelli che sono appena usciti e in base alle disponibilità. “Ormai alcuni autori sono amici, sono “di casa” e vengono sempre: Augias, Staino, Vecchioni…”

Lo scopo di Bruna e de La Fiera delle Parole è quello di rendere la cultura accessibile a tutti. Ci è riuscita. Ha vinto con la gentilezza, il sorriso e la determinazione.

Parole parole, parole,

soltanto parole

parole tra noi

Mi viene da canticchiare Mina, mentre mi avvicino alle sedie e me ne accaparro una. Sul palco c’è già Tornatore, il collezionista di baci.