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Ella, Giada e Maria: le TestHarde, rock band tutta al femminile

Sono di Rimini, hanno tra i 20 e i 30 anni e formano un gruppo hard rock che si ispira agli anni '70 ed esegue pezzi scritti da loro. Hanno vinto il premio Mei (Meeting degli Indipendenti) e si esibiscono dal vivo, soprattutto nel nord Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia

 

Sono amiche, amano fare musica e la fanno a modo loro. Sul palco ci vanno vestite per bene, camicetta e tacco alto, però sanno farsi il sound check da sole e attaccare un jack all’amplificatore senza chiedere aiuto al “sesso forte”. Ella Liguori (chitarre, armoniche e voce), Giada Cecchi (basso, mandolino e cori) e Maria Kutilina (Batteria, cori e altro) quando sono insieme si chiamano le TestHarde, gruppo musicale di tre donne tra i 20 e i 30 anni nato nel 2010 che si ispira alla musicalità degli anni ’70. Debuttano al Solarolo Festival, vincono il premio Mei (Meeting degli Indipendenti) e continuano ad esibirsi dal vivo, soprattutto nel nord Italia, tra Veneto, Friuli e Lombardia.

Ella è la prima a raccontarsi, in una serata dedicata alla musica in sala prove: “Facciamo tutte altri lavori, nulla di significativo ma che per il momento ci permette di vivere. La nostra passione è per la musica, i locali ci aprono, facciamo scena, suoniamo i pezzi”. Che, ci tiene a sottolineare Maria, “sono tutti nostri: non vogliamo mangiare nel piatto di nessuno facendo cover. Tra di noi si è creata un’alchimia, ognuna ci mette del suo, chi scrive musica chi i testi, poi ci lavoriamo sopra insieme. Siamo unite, concordi, e questo sul palco arriva”.

Il gruppo non ha avuto sempre le stesse componenti, ma da tre anni sono Ella, Maria e Giada: “Ci siamo cercate –  racconta Giada – e nel tempo le più ‘testarde’ sono rimaste. Viviamo tutte e tre intorno a Rimini, sembra quasi il destino, ma per provare e scrivere pezzi la vicinanza anche fisica è fondamentale”. Amano definire la loro musica vivace, attiva, un po’ aggressiva ma non metal. È Maria a spiegarci la filosofia delle rock band femminili, con i loro pregi e con i loro limiti. “Molte donne mettono su band, ma c’è un clima di costante competizione tra loro, si respira sul palco quando suonano, c’è disarmonia. Molte hanno un look aggressivo, con borchie, anfibi e creste, cui spesso non corrisponde una reale competenza musicale”.

Come se le volessero imitare gli uomini esteriormente, ma poi concretamente si auto-condannano ad un ruolo di ancelle, che hanno bisogno di tecnici uomini e di una supervisione maschile. Per le TestHarde invece è importante anche come si sta sul palco, spiega Ella: “Lo spettacolo non è solo la musica che si suona ma anche come si vive la serata, l’empatia che si crea con la gente. Noi cerchiamo di curare molto questo aspetto, il messaggio che passa in questo modo è molto più forte”.

Ella, Giada e Maria amano stare insieme, sono amiche, e le loro serate migliori, ci raccontano, sono quelle passate insieme, mangiando e bevendo. “Siamo complementari anche nell’aspetto – scherza Giada – c’è quella magra, c’è quella in carne… Abbiamo l’età giusta per vivere anche con leggerezza quello che arriva. Una delle nostre ‘leggi’ ad esempio è non litigare mai per gli uomini: sembra una cosa sciocca, ma in molte band femminili un classico motivo di litigio è l’interesse di due donne per lo stesso tipo. A noi queste cose non interessano, il nostro obiettivo è fare musica e vivere di musica, se possibile”.

A metà ottobre uscirà il primo album delle TestHarde con i pezzi migliori del gruppo emergente, che tra dieci anni si vede con uno studio proprio, con sala prove annessa, un concerto a settimana e, scherza Maria “una macchina enorme con autista, in tournée in giro per il mondo”.