Cultura e spettacoli
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Lìberos aiuta gli autori a promuovere i loro libri in Sardegna

Francesca Casùla è la più giovane fra i fondatori dell'associazione nata per incentivare la lettura nell'isola, rafforzando le relazioni naturali che già esistono tra chi, per mestiere, passione o ruolo istituzionale, si occupa di promuovere l’attività culturale

Fino a qualche anno fa in Italia era difficile per gli appassionati di lettura incontrare gli scrittori di persona, se si escludono gli appuntamenti di settore o qualche breve apparizione nei tradizionali circuiti di promozione culturale. Ha iniziato Mantova, con il suo Festival letterario, quasi venti anni fa, mettendo insieme scrittori provenienti da tutto il mondo, lettori, volontari e piccole e grandi realtà del territorio e riuscendo in poche edizioni a ospitare il gotha dell’editoria internazionale. Da allora questa formula di incontri mutuata dai paesi anglosassoni si è diffusa in altre città italiane e, d’estate, anche in piccoli e grandi centri turistici. E tutta la filiera editoriale ne ha in qualche modo beneficiato.

“Ma al di fuori di questo fortunato circuito, scrittori, biblioteche, case editrici, associazioni culturali e lettori fanno fatica ad incontrarsi”, ci racconta Francesca Casùla, la più giovane fra i fondatori di Lìberos, l’associazione nata per incentivare la lettura in Sardegna, rafforzando le relazioni naturali che già esistono tra chi, per mestiere, passione o ruolo istituzionale, si occupa di promuovere l’attività culturale intorno al libro. “Con il nostro progetto abbiamo voluto offrire a chi legge la possibilità di aderire ad una ‘amicizia letteraria’, di avere un contatto più immediato con una comunità affine”.

Nata a Oristano, classe 1978, dopo un Master per Bibliotecari a Siena, Francesca Casùla torna in Sardegna grazie all’iniziativa Master and back della Regione, che favorisce l’inserimento lavorativo dei laureati sardi specializzati presso organismi privati e pubblici operanti nell’isola. Impara il mestiere nella casa editrice Aìsara e fonda una associazione di promozione letteraria, per non trovarsi nelle condizioni di dover fare ancora una volta il percorso dalla Sardegna al “continente” in cerca di lavoro.

“L’idea di Lìberos è nata come risposta all’ennesima libreria che chiudeva i battenti”, racconta Francesca. “In un territorio come il nostro, così scarsamente popolato, ci siamo resi conto che alcuni segmenti della filiera del libro non sarebbero potuti sopravvivere senza il sostegno degli altri e che le conseguenze sarebbero potute essere quelle di veder chiudere tante altre librerie e biblioteche.”

All’inizio Lìberos nasce come una comunità di lettori, che convergono sul sito liberos.it per scambiarsi opinioni, suggerire appuntamenti, etc. Ben presto il sito diventa una piattaforma molto più complessa che permette non solo ai lettori ma anche agli operatori del libro di ottimizzare gli sforzi e rispondere alla domanda di cultura, senza lasciarsi travolgere dalle leggi del mercato.

Le librerie hanno i contatti con le case editrici e i distributori, ma non hanno le risorse per organizzare eventi, che non si ripagano con la vendita dei libri. Le associazioni culturali hanno qualche risorsa ma nessun contatto con gli autori. Dal canto loro, gli autori e gli editori hanno bisogno di promuovere i loro libri ma fanno fatica a trovare spazi e pubblico interessato”, continua Casùla. “Noi abbiamo messo in rete tutti questi elementi, dando la possibilità anche a piccole biblioteche e centri culturali di ospitare scrittori nelle loro sedi, appoggiandosi a librerie che in questo modo possono partecipare alle spese senza sostenere costi eccessivi, ma aprendosi ad un mercato nuovo”

“La nostra formula più semplice è quella degli ‘Scrittori a Piede Lìberos’, grazie alla quale gli autori hanno la possibilità di trascorrere alcuni giorni in Sardegna promuovendo il proprio libro. In questo massimizziamo i risultati per librai, editori ed autori stessi. E anche e soprattutto per i lettori, perché riusciamo a portare scrittori anche molto noti in paesini e piccoli centri urbani dove l’offerta culturale è generalmente molto sacrificata”.

Un circuito virtuoso, nel quale gli operatori condividono non solo le risorse ma anche un codice etico che predilige i comportamenti solidali invece di quelli che, favorendo il singolo, danneggiano l’intero sistema. “Ultimamente anche le Amministrazioni locali ci chiedono di aderire a Lìberos, perché ci riconoscono come un interlocutore serio, organizzato e radicato nel territorio. Aumentano gli iscritti e le tipologie di chi aderisce, tanto che definire Lìberos diventa ogni giorno più complicato. A chi ci chiede cosa sia rispondiamo che la nostra associazione è un laboratorio permanente di progettazione culturale”.

Ed è grazie a questo laboratorio, che ormai ha varcato anche i confini della Sardegna e al quale hanno aderito realtà che si trovano nel resto di Italia, in Germania, Spagna e Ungheria, che Francesca è stata da inserita da Vita, il mensile del Terzo settore, nella lista dei 100 under 35 che cambieranno l’Italia.