Cultura e spettacoli
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A Explora, il museo dei bambini, filare non è “roba da femmine”

La presidente Patrizia Tomasich racconta la genesi di un luogo di cultura gestito all'80% da donne che, secondo un politico, non si sarebbe fatto mai. E anticipa per il 5 ottobre Zig Zag, una giornata aperta a famiglie e bambini alla scoperta delle tecniche del tessile 

Nel suo ufficio c’è il messaggio lasciato da un piccolo visitatore di Explora: “Il museo è bellissimo, chi l’ha inventato?”. Patrizia Tomasich, presidente di Explora, lo tiene dietro la scrivania, e ripensa a quando l’idea di aprire un museo dedicato ai bambini a Roma sembrava una follia. “Una volta un politico mi disse: Non ce la farai mai. E io pensai dentro di me: Gliela faccio vedere io”.

Sono passati 13 anni dalla sua nascita, e oggi Explora è una realtà di successo, tanto che, dice Tomasich, “stiamo per iniziare una ristrutturazione di circa 2000 metri quadrati accanto al museo, di cui 700 di edifici e 1300 di ulteriore giardino, che sarà sempre ad accesso gratuito perché, come è giusto, per le aree esterne l’accesso deve rimanere gratis. Speriamo che nel 2017 si riesca ad aprire questo completamento che porterebbe Explora a coprire una superficie di circa 9000 metri quadrati. Il progetto si chiama Vedo nel futuro”.

Patrizia Tomasich ha cominciato a “vedere nel futuro” nel 1998 e nel 2001, insieme a una trentina di dipendenti full time, “all’80% donne”, Explora è diventato una realtà. “Ricordo che fui convocata dal sindaco l’8 marzo, la giornata delle donne, per avere la conferma che il comune ci aveva finalmente concesso uno spazio. Inizialmente avremmo dovuto nascere all’interno del Bioparco, poi non se ne era fatto più niente, e io temevo che ci avessero spedito in periferia. Quando mi dissero che Explora sarebbe sorto a due passi dal centro pensai che quella fosse una delle giornata più belle della mia vita”. Anche se l’area in cui ora sorge Explora, lungo la via Flaminia, “15 anni fa era una zona pericolosa, c’era da aver paura. Del resto in generale i musei dei bambini vanno a riqualificare zone urbane abbandonate, di archeologia industriale, e le fanno rinascere, perché si prestano a una nuova dimensione giocosa”.

Uno dei punti di forza del museo, dice Tomasich, è la capacità di ottenere finanziamenti dall’Europa. “Abbiamo aperto anche grazie ad un progetto europeo, quello tramite cui abbiamo costruito un impianto fotovoltaico sul tetto, integrato nell’architettura, e questo, nel 2001, ci ha messo in luce agli occhi delle istituzioni e degli altri musei. È seguito un altro impianto nel 2007 e oggi abbiamo a disposizione 33 kilowatt di energia dal sole. Questo ci ha posizionato nel contesto dell’educazione ambientale e dell’energia rinnovabile, ci sono arrivate richieste di partecipazione a bandi europei perché sapevano che avevamo il fotovoltaico e 13 anni fa questo non era comune”.

“L’Europa per noi è sempre stata un punto fermo sia come supporto economico che come contributo di crescita”, continua la direttrice di Explora. “Sui progetti europei si lavora insieme agli altri paesi, nascono scambi ed esperienze sulle procedure e sui metodi. E se anche non facciamo progetti come capofila i sono tantissimi altri che ci chiamano per partecipare”. Del progetto più recente, Weave, Explora è invece coordinatore, insieme a Olanda, Bulgaria e altri partner europei. Ed è un successo nato da un errore. “Oggi siamo arrivati noni su 114 progetti selezionati fra oltre mille pervenuti, ma nel 2011 avevamo presentato un progetto sulla moda che era andato male. La cosa bella della Commissione europea, che dovrebbero fare tutti gli enti che emettono bandi, è che ti spiega esattamente perché il tuo progetto non è stato selezionato. Dunque abbiamo progettato il nuovo bando stando attenti agli errori che avevamo commesso la volta prima e questo ci ha permesso di migliorare, perché saper progettare è un’arte”.

Così il progetto Weave ha avuto il finanziamento della Commissione europea. E domenica 5 ottobre Explora ospiterà ZIG ZAG – Filare, tessere, intrecciare attraverso l’Europa, “una giornata aperta a bambini e famiglie alla scoperta delle diverse tecniche del tessile, dalla tessitura vera e propria, alla lavorazione con il feltro, al lavoro a maglia, alla presenza di animatori e artisti internazionali. Tutti i bambini partecipanti prenderanno parte, con i loro lavori, ad un’unica opera collettiva d’arte tessile. Grazie infatti alla collaborazione di sei artisti internazionali – l’italiana Barbara Girardi, ma anche Antoine Peters, Samira Boon, Marina Toeters, Kalina Petkova e Boiana Minkovska – saranno attivi per tutta la giornata laboratori per bambini dai 3 ai 12 anni per scoprire l’arte tessile come patrimonio culturale. Gli eventi della giornata sono a entrata e partecipazione gratuita, ma per alcuni laboratori è necessaria la prenotazione online, sempre gratuita”.

Anche i maschietti sono interessati alla tessitura? “Noi non facciamo mai cose per un sesso o per l’altro”, dice Tomasich. “L’evento è per tutti i bambini e le loro famiglie,  sarà interessante poi verificare quanti maschietti e quante bambine hanno partecipato. In passato abbiamo organizzato molte iniziative dedicate alla scienza elettronica o digitale, cui i bambini hanno partecipato senza distinzione. Il divario fra i due sessi, almeno a livello infantile, si assottiglia sempre di più”.

Ma quali sono le attrazioni di Explora che i bambini prediligono? “Sicuramente il supermercato e il camion dei pompieri,  i bambini li amano, e a fine ottobre inaugureremo un nuovo supermercato un po’ più moderno. Da noi è meglio dare spazio ad attività manuali e meccaniche, piuttosto che digitali. Le nuove tecnologie molti bambini le hanno a casa, qui si divertono di più a fare qualcosa che impegni la loro fisicità: è importante giocare invece che stare seduti a guardare, ad Explora ci sono anche bambini che sudano. E i giochi d’acqua vanno per la maggiore, perché mettere le mani nell’acqua è qualcosa che affascina tutti i piccoli, da sempre”.