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Luana Rondinelli: “La violenza nella mia mente è diventata teatro”

Taddrarite è una parola antica siciliana, significa pipistrello. Dà il titolo allo spettacolo teatrale vincitore del Roma Fringe Festival che racconta la violenza sulle donne in una zona d'Italia che diventa finestra sull'intero Paese

Quando si cresce tra mura che hanno assorbito dolore, poi resta difficile dimenticare. Impossibile rimuovere quelle urla inghiottite e quegli schiaffi sordi ascoltati da una parete all’altra. Meno difficile invece è metabolizzare grazie a un semplice testo teatrale che, ancora di più straordinariamente, riesce nel suo effetto catartico usando la carta dell’ironia. È il caso Taddrarite, lo spettacolo vincitore dell’edizione 2014 del romafringefestival, della regista Luana Rondinelli, che ha parlato di violenza sulle donne con le sue parole sagaci da una Sicilia che è solo una finestra sull’Italia.  “Sono cresciuta nelle case popolari, di via Istria, a Marsala, che è una zona malfamata. Mi sono trovata lì in mezzo a tanta gente che subiva violenze. Immagini che sono rimaste impresse nella mia mente. Nello spettacolo ho romanzato tutto però queste cose si vedono e si sentono a casa del vicino, anche se poi nessuno fa niente”.

Piccoli cenni autobiografici inseriti in una drammaturgia che ha anche l’effetto dell’epifania. “Reazioni: tutte positive. Le donne sono solidali e alcune si sono aperte raccontandomi le violenze che avevano subìto. Un uomo invece, ad esempio, venne al teatro Argot, a Roma, per il debutto e raccontò le botte che il padre riservava alla madre quasi ogni giorno. Il riscontro degli uomini è molto positivo e anche molto gratificante”.

Taddrarite è una parola antica siciliana, figlia di quella terra “focosa e crudele che come una matrigna, ti lascia partire voltandoti le spalle”. Vuol dire pipistrello così come lo sono quelle donne succubi e al buio che si mordono la lingua pur di non fiatare, arrivando a sopportare le violenze subìte dai mariti. Nello spettacolo sono tre sorelle che rappresentano le diverse sfaccettature delle donne, ma servono anche a mostrare il passaggio del tempo. “Maria, la più piccola, è colei che smuove tutto e riesce a uscire da quest’incubo. Lei è la Sicilia del futuro. Rosa è la Sicilia del passato, quella che pensa che se le cose accadono è perché il destino voleva così.  Infine Franca è quella che ha subìto più di tutte e ha avuto il coraggio di spezzare le catene aiutando la sorella piccola a liberarsi. Lei è la Sicilia del presente. Colei che ancora indossa quella maschera perché il giudizio della gente è fondamentale. Franca non vuole ribellarsi”.

La trama racconta di tre sorelle che vegliano, come nelle vecchie tradizioni siciliane, il marito morto di Maria. Una notte di confessioni ed emozioni. Una notte in cui rivelare “le violenze che non avevano mai osato confessare per paura del disonore, per la vergogna di essere giudicate, violenze che le hanno rese schiave”. Il giorno dopo il velo è tolto. L’anima del defunto, secondo tradizione, lascia la casa. “Nella stanza restano solo le verità nude. Il nuovo silenzio che avvolge le tre sorelle è ora intessuto di forza, di voglia di reagire e combattere perché ogni donna non dovrà nascondersi e nascondere più”.

Difficile trovare le parole giuste in uno spettacolo del genere. Luana Rondinelli ha scelto la via dell’istinto e dell’ironia, facendosi aiutare sul palco dalle sue colleghe Claudia Gusmano (miglior attrice al Romafringe2014) e Adriana Parrinello.

‘Taddrarite’ ha riscosso un tale consenso da essere stato già chiamato per la rassegna “Trame d’autore” al Piccolo di Milano a settembre prossimo. “Ora però dobbiamo pensare anche agli altri figli. ‘Giacominazza’, forte del debutto a Tor Bella Monaca, a Roma, è partito subito in quarta con due premi per la drammaturgia e migliore attrice. Qui si parla di omosessualità femminile ma non è il tema centrale. Più che altro è una denuncia a non essere condizionato dal giudizio degli altri”.