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Orietta Berti: libertà e rispetto contro l’omofobia e i pregiudizi di ogni genere

La cantante dalla voce cristallina sarà oggi ospite dell’inaugurazione della 29° edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival. "Non tocca a noi giudicare il prossimo, ma riconoscere i pregi, le sensibilità, le intelligenze di ognuno"

Orietta Berti. Punto. Si potrebbe iniziare e finire così, perché racchiuso in un nome ed un cognome che non hanno bisogno di presentazioni c’è tutto un mondo, che inizia alla O di Orietta e potrebbe non finire mai di sorprenderti. Imprevedibile e concreta, Orietta Berti ha fatto per tutta la vita quello che le sembrava opportuno, senza mai adeguarsi a quello che i mezzi di comunicazione, il periodo o la moda del momento avrebbero voluto: fedele a se stessa, sempre e comunque.

La cantante dalla voce cristallina e dal sorriso accogliente che il prossimo giugno festeggerà 50 anni di carriera, interprete di successi che il pubblico non si stanca di richiedere, sarà oggi ospite dell’inaugurazione della 29° edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (dal 30 aprile al 6 maggio). Una partecipazione annunciata dal festival con le parole scritte dalla stessa Orietta. “Parteciperò con molto piacere a questo evento del Tglff perché è un esempio a favore dei diritti civili di tutti, di ognuno di noi, indipendentemente da come uno la pensi. È un segno di libertà e rispetto che va a contrastare l’omofobia e i pregiudizi spesso utilizzati nei confronti di coloro che hanno deciso di dichiarare la propria omosessualità. Non tocca a noi giudicare il prossimo, quello che possiamo fare è vivere nel rispetto degli altri, riconoscendo i pregi, le sensibilità, le intelligenze di ognuno di noi: questo penso sia il vero significato di comunità e del vivere insieme”

Nel 2014, dopo anni di battaglie, è ancora necessario esporsi in prima persona per la tutela dei diritti di ciascuno?

Si, bisogna ancora battere il pugno, perché molta gente è ancora sorda, e questa sordità risiede nella paura e nell’indifferenza. Forse un po’ più nell’indifferenza, perché questa è una società in cui si è distanti uno dall’altro, ciascuno pensa al proprio bene e basta. Una società cattiva, direi, in cui non si fa niente  per il prossimo o addirittura per un amico che cade in disgrazia.

Suo marito Osvaldo e la sua famiglia sono sempre stati molto importanti per lei, che opinione ha delle famiglie arcobaleno?

Io con Osvaldo ho trovato tutto. Le famiglie arcobaleno le vedo con grande simpatia. Ho tantissimi amici, coppie omosessuali, che vivono insieme o si sono sposati. Sono stata di recente testimone a un matrimonio gay, altri amici invece si sono sposati a Los Angeles, ma io ero via per lavoro: altrimenti avrei fatto un’altra volta da testimone. Vedo amore e grande rispetto fra loro. Ottenendo diritti, dovranno affrontare anche importanti doveri, e mi auguro che nei momenti di difficoltà, che nella vita ci sono sempre, quando capita che il sentimento cambi o si affievolisca, possano sempre mantenere il sentimento di amicizia, di rispetto e conforto.

Lei è anticonformista, oppure semplicemente libera?

Sono molto libera, sì. Ho sempre scelto tutto quello che ho fatto, nel rispetto degli altri. Se mi andava di fare una cosa l’ho fatta, e ho sempre mantenuto la parola data, anche quando, magari, un progetto non si rivelava entusiasmante come sembrava all’inizio. Ma questa è anche una questione di carattere, e di come uno cresce e vive in famiglia.

Nel lavoro, ma anche nella vita privata: il suo matrimonio è stato celebrato dopo due anni di convivenza more uxorio, per esaudire un desiderio della sua mamma, che è stata accontentata solo nel 1967. Ed erano anni, quelli, in cui la convivenza non veniva vista di buon occhio…

Osvaldo non voleva lasciare il suo lavoro, all’epoca il successo ti travolgeva e improvvisamente dovevi apparire in tv, esibirti in radio… Io facevo serate dappertutto e lui mi accompagnava! Ad un certo punto dovevo partire per una tournée in America che durava un mese, con Claudio Villa, e mia mamma ha detto “Se vi sposate, va bene. Se no annullate la tournée: non andrete in giro da soli per un mese”. Osvaldo ha obiettato che eravamo in Quaresima, ma la mamma ha replicato “Fa lo stesso!”.

Si sente un esempio, per aver fatto scelte che potremmo definire controcorrente?

(ride) Io mi sento molto normale!

Può definire “normale”?

Vede, è tutta questione di logica. Se si desidera qualcosa che non si può avere, si sta male per tutta la vita. C’è gente che immagina, e pretende, di essere bellissima oppure ricca o intellettuale, e dimentica di vivere la propria vita. Io invece mi accontento di quello che ho avuto e di quello che ho, e sono felice sempre.