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Camilla De Luca: “Non sono l’anti Belén, ma Come (mi) vorrei è un programma da cancellare”

La studentessa di Padova è rimasta disgustata da uno show televisivo che  fa passare l’idea che le ragazze "non possano accettarsi come sono ma debbano rientrare nello stereotipo". E ha lanciato una petizione sul web. Risultato? 36mila firme...finora

Padova è una città che si ricorda per monumenti unici (Cappella degli Scrovegni in primis) e per alcuni eventi importanti che hanno segnato la storia d’Italia (uno fra tutti: l’ultimo comizio di Berlinguer). Recentemente Padova è stata al centro della cronaca perché una giovane studentessa ha deciso di mettere in rete una petizione sul sito Change.org per chiudere il programma Come (mi) vorrei, condotto da Belén Rodriguez e in onda su Italia Uno da lunedì a venerdì alle 17.10.

La studentessa, 20 anni appena, è Camilla De Luca, aka Camilla Bliss. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il liceo artistico Modigliani di Padova, inizialmente Camilla segue un corso di trucco a Milano e diventa makeup artist. Poi si iscrive alla facoltà di Scienze dell’educazione e della formazione, indirizzo educazione primaria, all’Università di Padova.

“Spesso mi trovo a pensare che l’educazione (in tutte le sue forme) può fare moltissimo per la crescita di un individuo, ma non può contrastare da sola i numerosi messaggi negativi che la società e i media ci propongono ogni giorno”, scrive Camilla su Change.org. “Il pensiero che anche una sola ragazza possa recepire il messaggio proposto da Come (mi) vorrei mi inorridisce e per questo ho deciso di intervenire, seppur nel mio piccolo”.

Quali sono i tuoi programmi televisivi preferiti?

Non guardo molta tv, mi piacciono le serie tipo Sherlock o Doctor Who. Mi diverte molto Il paese delle meraviglie di Crozza, lo guardo assieme alla mamma. Seguo i Tg ma non uno in particolare. Sto molto al computer, in rete uso i social e sono presente su Facebook, Instagram, Twitter.

Dato che non guardi molta tv, come ti sei accorta del programma Come (mi) vorrei?

Un giorno, tornata a casa dall’università, ho acceso la tv e mi sono fermata sul programma condotto da Belen… ho visto i primi dieci minuti e mi son detta che era pazzesco: la conduttrice inizialmente si presenta come un’amica che dà consigli sul look a una ragazza, ma in realtà la ragazza in questione non viene aiutata, solo giudicata nel modo di vestire e negli atteggiamenti, che è spinta a cambiare “per piacere ai ragazzi”. Dopo aver guardato tutta la puntata ho deciso di fare qualcosa, perché non mi piaceva assolutamente quello che vedevo. Così ho pensato alla petizione.

La tua petizione è diffusa anche attraverso Facebook. Non pensi che anche i social si comportino spesso come alcuni brutti format televisivi?

Sì, sia la tv che i social si sentono in diritto di giudicarti perché ti esponi. I social sono un’arma a doppio taglio: ottimi per condividere pensieri ed essere ascoltati, ma anche per lasciarsi andare a giudizi espressi da dietro uno schermo. Per la petizione sul mio profilo Facebook ho ricevuto di tutto: insulti, commenti cattivi, anche complimenti. È stato necessario privatizzare un po’ il profilo altrimenti anche i miei amici sarebbero stati coinvolti a loro insaputa. Ora si possono vedere solo le informazioni che seleziono.

In famiglia parlate della tua scelta e della tua presenza sui quotidiani nazionali?

La mia famiglia è felice e mi sostiene: sono contenti che io esprima apertamente le mie opinioni perché mi vedono convinta della mia presa di posizione. I parenti e gli amici hanno firmato la petizione. Per quanto riguarda i quotidiani, l’unico timore è quello che facciano di me la paladina di una battaglia. In realtà ho solo detto come la penso e come me la pensano anche tante persone: al momento le firme sono più di 36000.

A proposito dei quotidiani, sei sempre soddisfatta dell’immagine di te che esce dalle interviste?

A volte sì altre volte…(piccola smorfia) Un articolo in particolare mi ha irritato perché senza intervistarmi il giornalista è andato sul sito dove c’è la petizione, ha preso immagini dal mio account di Facebook e ha cucito una storia riportando frasi che non ho mai detto e deducendone altre, erroneamente. In altre interviste mi hanno additato come “l’anti Belén”. Non è così. So bene che dietro a ogni conduttore di programma ci sono autori, sceneggiatori, so che si tratta di un format e non ho assolutamente nulla contro la conduttrice come persona. Spero che si capisca che è sbagliato il programma, perché fa passare l’idea che le ragazze non possano accettarsi ma debbano rientrare nello stereotipo, altrimenti nessuno le guarderà.

Parli di stereotipi, di accettazione del proprio corpo. Lo sai che Lorella Zanardo, l’autrice del docufilm Il corpo delle donne, ha parlato di te in un suo tweet?

Davvero? (sorride). Ho visto il suo docufilm e mi è piaciuto tantissimo. Sono molto d’accordo con lei. Qualche giorno fa ho fatto vedere Il corpo delle donne anche a mia mamma.

Lorella Zanardo ha consigliato ai suoi follower di votare la tua petizione.


Sono contenta. Vado spesso sul sito change.org e voto anch’io le petizioni che mi interessano. Soprattutto quelle che riguardano la scuola. Studio da educatrice e credo sia importantissimo far passare certi modelli piuttosto che altri: si dice alle donne di vestirsi di più invece di dire agli uomini di non stuprare.

Che cosa può fare la tv?

Moltissimo: può essere usata come strumento educativo, e invece spesso è usata per omologare. È importante che fin da piccoli si apprendano valori e comportamenti etici corretti,  che si seguano modelli positivi. Così come è importante che le ragazzine capiscano che non esiste la perfezione: siamo esseri imperfetti, ed è bello mostrarsi naturali, come si è.