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Non ditelo ai grandi: la Children’s Book Fair e Kite, casa editrice di amiche

“Le donne editrici hanno un valore aggiunto, maggiore sensibilità. Facciamo fatica e non abbiamo paura di farla”, dicono Caterina Arcaro, Francesca Passerini e Valentina Mai. La loro autrice di punta? La 29enne giapponese Satoe Tone

Ogni volta che ritorno dalla Children’s Book Fair di Bologna mi sento ricca e felice: ricca di incontri, parole, volti, copertine, illustrazioni, pupazzi giganti… Felice perché quello è il mio mondo. È un mondo che pensa ai nuovi lettori che iniziano a legare le sillabe trasformandole in parole e scoprendo la magia e la fatica di saper leggere, un mondo che pensa anche ai lettori che già si destreggiano tra saghe interminabili e libri impegnativi sulla vita reale.

Alla Fiera quest’anno, per la prima volta, il padiglione 33 era aperto ai piccoli lettori: laboratori, incontri con autori, libri da sfogliare, magari comprare e far firmare dall’autore o illustratore sorridente. Scolaresche e mamme con bimbi anche piccoli piccoli a “Non ditelo ai grandi”, il titolo dell’evento. Un successo!

“In queste occasioni si ritorna bambini”, dice la mia amica Elena “del resto tu non hai mai smesso di esserlo”. Ha ragione, e per me è un bel complimento.

Ho iniziato tardi a conoscere i libri. A casa papà leggeva tanti fumetti (Topolino, Tex…). Io credo di aver cominciato a leggere proprio grazie a un fumetto che per molti, mamma compresa, non era “buona lettura”. Se da tempo i fumetti non sono più considerati “arma di distrazione” dal libro, il merito è anche di Gianni Rodari che nel 1973 afferma la profonda valenza educativa del fumetto nella sua Grammatica della Fantasia.

Alla Children’s Book Fair ci sono libri e fumetti insieme. È proprio il personaggio di una striscia famosa che mi aiuta a raccontarvi una bella storia.

Charlie Brown ha un aquilone e tenta spesso di farlo volare alto, ma non ci riesce mai perché il suo aquilone viene “mangiato” da un albero dispettoso o il filo si ingarbuglia. L’aquilone del quale vi voglio parlare ha imparato a volare da poco, ma va già molto in alto. “Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia, legalo con l’intelligenza del cuore”, come scriveva Alda Merini.

Caterina Arcaro, figlia di un aviatore, ama l’aria e il cielo, è una graphic designer con la passione per i libri come forma d’arte: ama il colore, le immagini e vuole costruirsi i libri da sé insieme a un marito tipografo. Perché non provarci?

Inizia a collaborare con una casa editrice francese, in coedizione. Prende contatti direttamente, non ha nessuno al suo fianco, non un ufficio stampa, o segretarie. Però è determinata, e sempre alla ricerca di qualcosa di più.
Per la sua piccola casa editrice, Kite, pubblica il primo libro nel 2006 in poche copie perché, pensa, bisogna tastare il terreno. La risposta è buona, la gioia è grande.

Ma la felicità è minore se non è condivisa. Nel 2011, durante una mostra di illustrazioni, Caterina incontra Francesca Passerini e Valentina Mai: la prima lavora per una piccola casa editrice emiliana, la seconda è illustratrice e cura una collana di libri per la stessa casa editrice. Tra un sorriso e un commento sulle tavole esposte intrecciano le loro idee sui libri, sui bambini che leggono, vogliono fare qualcosa di bello da donare agli altri.

Si piacciono, diventano amiche e decidono di lavorare insieme. Caterina, Francesca e Valentina diventano Kite Edizioni in Italia, e, forti di questa unione, varcano i confini: in Francia e in Europa Kite diventa Passepartout. I contatti, da quel momento in poi, sono affidati ad un ufficio stampa.

Insieme prendono decisioni, insieme seguono personalmente tutte le fasi della produzione del libro, anche quelle più tecniche: scelgono il tipo di carta, correggono il colore affinché rispecchi quello dell’illustrazione originale, curano il profumo della carta e con particolari tecniche tolgono odori fastidiosi degli inchiostri.

Per loro le immagini sono fondamentali e le parole devono aiutare a capire il mondo, a superare difficoltà, a trasmettere contenuti importanti, valori.

“Le donne editrici hanno un valore aggiunto, maggiore sensibilità. Facciamo fatica e non abbiamo paura di farla” mi dice Caterina. “Alla Fiera del Libro siamo in quattro (con loro c’è Luisa Tosetto, che cura l’ufficio stampa, ndr) e abbiamo allestito lo stand qui e la mostra con le tavole di Satoe Tone (Premio Internazionale dell’Illustrazione alla Children’s Book Fair nel 2013. ndr), incorniciate da noi. Stiamo bene insieme, ci sentiamo in famiglia, le gioie vengono condivise, così come i dolori, ci aiutiamo, restiamo sempre in contatto anche quando siamo lontane. Ci fidiamo l’una dell’altra e ci sentiamo forti.”

Mentre parlo con Caterina, nel caos della Fiera, Francesca è in giro, Luisa mantiene relazioni col pubblico e Valentina arriva con un contratto in mano: “Caterina, firma qui”.

Caterina prende la penna e firma.

Io la guardo con una faccia sorpresa e un po’ stupita, ché io leggo sempre prima di firmare.

Mi guardano e si sorridono con complicità. “So cosa ho firmato, è una decisione presa insieme. Sappiamo tutto, insieme.”

Allora ho pensato che forse anche l’aquilone di Charlie Brown potrebbe volare più in alto se a tenere il filo fossero in due o tre.

Peccato che Charles M. Schulz non ci sia più, avrei voluto dirglielo.

P.S. Ringrazio Francesca Sanzo per la foto.