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Giulia Lazzarini: i suoi splendidi ottant’anni, con la grazia di un elfo

La grande attrice del palcoscenico prediletta da Giorgio Strehler festeggerà stasera al Piccolo Teatro di Milano e ripercorrerà la sua lunghissima carriera insieme ad Alberto Bentoglio e Maurizio Porro

Una figurina sottile si dondolava sullo sfondo, avanti e indietro, come a chiedere permesso, indecisa se palesarsi o restare nell’ombra. Come a segnare il ritmo di un suono lontano che arrivava solo a lei, come a cercare di afferrare qualcosa di sfuggente nell’aria, una voce, una frase pronunciata dai signori. Una bambina, un folletto, un elfo, un delicatissimo Puck che origlia con grazia senza farsene accorgere, mentre di là, nel soggiorno, si litiga e si chiacchiera.

Giulia Lazzarini era la nutrice-governante di Donna Rosita nubile, il testo di Federico Garcia Lorca allestito da Lluis Pasqual qualche anno fa con lo zoccolo duro degli attori del Piccolo Teatro. E questa scena, che la vedeva silente e arretrata sul fondale, secondo noi è un regalo che ha voluto farle il regista. “Mentre al centro del palcoscenico si discute di abbandono e solitudine, di rimpianti e tradimenti, tu resta laggiù, in fondo, e fa quello che vuoi, muoviti come vuoi”. Immaginiamo che le abbia detto così Lluis Pasqual, sapendo bene che Giulia avrebbe ricamato il suo piccolo arabesco.

Semplicemente stando lì, senza far nulla, con piccoli gesti impercettibili e volatili. Volatili, appunto. Come l’impalpabile Ariel della Tempesta diretta da Giorgio Strehler, che volteggiava nell’aria appeso a una fune, libero e lieve. O come la Winnie di Giorni felici che pareva librarsi, esile e diafana, da quella montagna di terra che la copriva fino al collo.

Sono immagini che nessuno dimentica, entrate a far parte dell’archivio di memoria di ciascun spettatore, proprio come i quadri che più abbiamo amato, come segni precisi non corrotti dal tempo, come epigrafi di capitoli indimenticabili di storia del teatro.

Giulia Lazzarini ha compiuto ottant’anni una settimana fa. Stasera il suo teatro, quel Piccolo Teatro fondato da Giorgio Strehler e Paolo Grassi nel 1947, che fu anche il primo stabile in Italia, la festeggia con una serata dedicata, Giulia e la passione teatrale: buon compleanno al Piccolo.

Sullo storico palcoscenico di via Rovello, dove debuttò giovanissima nel ruolo di Clarice nell’Arlecchino servitore di due padroni, Alberto Bentoglio e Maurizio Porro ne ripercorreranno la lunghissima carriera.
Sfileranno i grandi ruoli e i grandi personaggi, da Gasparina del Campiello, con quella ‘zeta’ deliziosa, che salutava Venezia sotto una magica nevicata, alla Sgricia nel lungo monologo de I giganti della montagna, alla dolce Varia de Il giardino dei ciliegi.

Si parlerà di prove, sicuramente, perché il teatro comincia nei retrobottega, e di lunghe tournée in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dalla Russia all’America del sud, perché chi non ha visto l’Arlecchino di Strehler con Ferruccio Soleri? Si parlerà di amici e colleghi, forse, Tino Carraro, Valentina Cortese, Andrea Jonasson, e del suo maestro, ne siamo sicuri.

Chissà se racconterà, per il divertimento di tutti, di quando veniva dimenticata in graticcia a venti metri di altezza, proprio sotto le luci che la facevano morire di caldo, e le toccava aspettare che Strehler, alla ricerca di Ariel, dicesse: “Tiratemi giù la Giulia”?