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La favola di Kurt&Courtney, come loro nessuno mai più

Ventidue anni fa, oggi, Kurt Cobain e Courtney Love si sposavano su una spiaggia delle Hawaii davanti a otto invitati e nessun familiare. Fu vero amore? Nessuno lo sa. Ma ai più romantici piace pensare di sì

La migliore definizione del loro amore l’ha data lei, riportata in una delle tante (troppe?) biografie pubblicate dopo la morte di lui. Diceva: “We bonded over pharmaceuticals” dove per pharmaceuticals si intende farmaci del tutto legali visto che la seconda volta che si erano incontrati, in un locale di Los Angeles, avevano passato la serata a parlare di sciroppi per la tosse ed era venuto fuori che la marca che usava lei era più potente di quella che usava lui. La migliore dichiarazione d’amore, però, gliela aveva fatta lui quando, ospite di un programma alla televisione inglese, disse in diretta: “Voglio che tutti sappiano che Courtney Love delle Hole è la migliore scopata del mondo”.

Ventidue anni fa, oggi, Kurt Cobain e Courtney Love si sposavano su una spiaggia delle Hawaii davanti a otto invitati e nessun familiare. Lei aveva 28 anni e indossava un vestito vintage appartenuto a Frances Farmer, attrice di Seattle la cui carriera era finita in una clinica psichiatrica e sulla quale i Nirvana avevano scritto la canzone Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle. Lui aveva compiuto 25 anni due giorni prima, era praticamente in pigiama ed era fatto di eroina.

Qualche mese dopo, ad agosto, nasceva Frances Bean, la loro unica figlia. Due anni più tardi, l’8 aprile 1994, Kurt Cobain veniva trovato morto nella sua casa di Seattle. In quel momento Courtney Love è a Los Angeles, dove sta facendo promozione al nuovo disco delle Hole – Live throught this – e dove tra un’intervista e l’altra segue uno speciale programma di disintossicazione a domicilio, nella sua stanza d’albergo. Anche Kurt dovrebbe trovarsi in clinica, all’Exodus Recovery Center di Los Angeles: ci è entrato il 30 marzo, ma il 1 aprile scappa e torna a Seattle, si chiude in casa e il 5 aprile si uccide con un colpo di fucile.

Come finisce lo sappiamo, con tanto di sospetti verso la vedova, accusata, soprattutto dai fan dei Nirvana, se non di aver ucciso il marito almeno di essere stata la mandante. Passati vent’anni e rivisti oggi, quei sospetti fanno un po’ sorridere. Rimangono i fatti ovvero che a Kurt&Courtney sono bastati poco più di due anni di matrimonio e quattro di relazione (i due si erano conosciuti nel 1990, poi rivisti sei mesi dopo, poi insieme a fine 1991) per diventare una delle coppie che più ha segnato la storia della musica e della cultura pop.

Fu vero amore? Nessuno lo sa. Ai più romantici piace pensare di sì, che al di là delle stranezze e della dipendenza da eroina, quei due avessero veramente trovato nell’altro una sorta di anima gemella, l’unica persona al mondo con cui sentirsi se non felici, almeno meno disperati. Uniti lo erano: da un’infanzia infelice, dall’odio per la famiglia di origine, dall’amore per la musica, dall’attitudine punk. Diversi, anche: lui passivo aggressivo come tutti i depressi veri, lei aggressiva e basta come tutte quelle sinceramente matte.

Meno di due anni per diventare l’emblema della coppia rock’nroll. Dopo di loro, nessuno mai più. E forse la ragione, come spesso succede, sta nel tempismo: si incontrano esattamente quando le loro vite stanno per cambiare per sempre, quando il successo che tutte e due avevano così disperatamente cercato diventa qualcosa di vero e tangibile, quando è chiaro che quello che uno è, lo è anche grazie alla presenza dell’altro. Senza Courtney non ci sarebbe stato quel Cobain. Senza Cobain non ci sarebbe stata quella Courtney.

Fu vero amore, e questa volta non serve neanche il punto di domanda. Fu amore a loro modo, perché ognuno ha il suo, mica ci sono le regole. Fu amore anche tenero, come i fax che quando entrambi erano in tour si mandavano per comunicare, cose del tipo: “Mi mancano il tuo corpo e i tuoi baci da venti minuti”, oppure “Per favore spazzolati i capelli stasera, e ricordati che ti amo”. Fu amore passionale, come quando in camera d’albergo mettevano fuori il cartello “Non disturbare” cui sotto avevano aggiunto, a pennarello: “Stiamo scopando”. Fu amore a cui non serve una definizione e se davvero ne serve una forse la più sensata è quella che Courtney Love stessanel 2010 ha dato alla rivista Spin: “I married a guy, he killed himself“. “Ho sposato un uomo, si è ucciso”. E non c’è altro da aggiungere.