Cultura e spettacoli
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Il mio Nuovo Cinema Paradiso, salvato da un destino di lounge bar

Una sala parrocchiale di Padova in procinto di chiudere i battenti. Un gruppo di cittadini che amano il cinema e si rifiutano di rinunciare a quella sala storica. Un Capodanno speciale, con tanto di happy end

Piango sempre quando nel film Nuovo Cinema Paradiso abbattono la sala cinematografica. Posso vedere quella scena cento volte ma niente, le lacrime scendono da sole.

Io amo il cinema.

Fin da piccola ho visto film bellissimi, divertenti, noiosi, ma mai mi sono addormentata in sala, mai ho chiacchierato disturbando i vicini, mai sono uscita prima della fine del film. Rimango seduta finché non si riaccendono le luci. Leggo tutti i titoli di coda perché mi piace e perché mi sembra un segno di rispetto verso chi ha lavorato per emozionarci.

Io amo il cinema.

Per anni ho strappato i biglietti e ho fatto la maschera in un cinema parrocchiale, il Rex, attivo dal 1958: controllavo quanta gente veniva agli spettacoli, parlavo dei film in uscita con i gestori, Iva e Adriano. Loro, che per quarant’anni hanno gestito con impeccabile precisione e infinito amore una delle sale più vecchie di Padova. Loro, che passavo a trovare a casa quando sono andati in pensione perché erano diventati parte della mia storia.

Ecco, un giorno succede che la sala del tuo cinema preferito non riesce più a sostenere i costi di gestione, di ristrutturazione, di adeguamento ai nuovi sistemi di proiezione digitale (niente più mitiche pizze) e di sicurezza.

Come altre sale del centro diventate supermercati, ristoranti, lounge bar o semplicemente abbandonate.

La mia sala, il mio cinema, non può chiudere, non può diventare altro.

Meglio studiare una nuova programmazione e proporre, oltre al cineforum, anche la visione di opere liriche, di spettacoli teatrali per bambini e qualche rassegna musicale.

Ma non basta.

Allora molti parrocchiani volonterosi decidono di attivarsi per raccogliere fondi e allontanare lo spettro della chiusura del cinema. E di cominciare a farlo proprio l’ultimo giorno del 2013.

Dalla strada fino all’entrata del cinema, un lungo tappeto rosso illuminato ai lati, un elegante commesso che apre le porte, un fotografo ufficiale all’ingresso, pioggia di luci come polvere di stelle, ma niente abiti lunghi, e un prezzo di ammissione a portata di tutti.

Siamo in tanti, la notte di questo Capodanno, a sostenere il cinema, a comperare le locandine dismesse dei film che amiamo (i miei bimbi hanno scelto Ribelle), a godere delle proiezioni che gli organizzatori hanno pensato per farci vivere momenti unici: scene di film in bianco e nero, atmosfere piene di ricordi e di affetto, un piccolo concerto con musiche di film e di De Andrè (che sta bene in ogni occasione).

Avvolta da questo abbraccio caldo e magico ho brindato al nuovo anno con la mia famiglia e i miei amici, ammirando i fuochi d’artificio tratti da film famosi proiettati sul grande schermo. Uno dopo l’altro, come i baci di Nuovo Cinema Paradiso.

Augurandoci un nuovo anno pieno di belle sorprese, soddisfatti, abbiamo pensato che sì, il cinema ce la farà, riuscirà a regalare ancora momenti di evasione e di riflessione con le sue storie, con i suoi sogni.

“Ho visto cose che voi umani…” l’altra sera, a Capodanno.

Io amo il cinema.

E mi piacciono gli happy end.