Cultura e spettacoli Idee
Approfondimento, di ,

Quando lo spettacolo sono ragazzini che si sfidano a morte

Negli hunger game giovani vittime si sacrificano per un gioco al massacro. Gli spettatori nella fiction, così come quelli al cinema, vogliono il sangue. Una saga tutt'altro che positiva

Perché Hunger Games ha colpito così tanto, è stato il film del 2012 e il suo seguito rischia di diventare il film del 2013?

Il racconto è girato nella ricca Capitol City, dove si svolgono ogni anno dei giochi in cui ragazzi tra i 12 e i 18 anni, provenienti dai dodici distretti (tredici nella storia scritta da Suzanne Collins, ma solo dodici abitati) che circondano la capitale, si destreggiano in prove di abilità e coraggio.

Obiettivo del gioco è rimanere vivi. Bambini e ragazzi devono esercitare la brutalità di un adulto per salvarsi, perdendo ogni spensieratezza e semplicità. E, per sopravvivere, imparano anche a uccidere i loro coetanei. Davvero inquietante.

Gli spettatori che non avevano letto la saga letteraria da cui è tratto si aspettavano un film d’avventura che mescolasse coraggio, ironia e magari una storia d’amore, non di trovarsi di fronte a un così crudele spettacolo, esattamente come i cittadini di Capitol City, che, increduli, credono di assistere a un videogioco, non alla realtà.

Certo, Hunger Games può essere visto proprio come critica alla dipendenza dai videogiochi o dai reality televisivi, mettendo in evidenza la crudeltà che si cela dietro a un elogio della morte come il videogame Call of Duty o a programmi come il Grande fratello dove l’importante è eliminare l’avversario mettendolo in difficoltà verbalmente.

Certo, la protagonista, Katniss Everdeen, è una ragazza valorosa, buona, pronta ad aiutare altri concorrenti mettendo a rischio la propria vita. Una giovane donna che supera ogni difficoltà con grande controllo e furbizia lasciandosi anche andare qualche volta all’emotività e ammettendo la sua paura. Un personaggio nel quale è facile identificarsi e che sarebbe bello imitare, proprio perché cerca di rifiutare la logica spietata degli hunger game.

Ma la brutalità dei giochi è tale da offuscare il ruolo della protagonista positiva, prevale il gusto sadico di vedere gente giovane che dovrebbe pensare al proprio futuro e invece è costretta solo a sopravvivere. Come davanti agli spettacoli dei gladiatori, chi guarda – abitanti di Capital City e pubblico in sala – vuole il sangue.

È sorprendente soprattutto che siano i teenager ad amare questa saga. È vero, in Hunger Games i protagonisti sono loro, e dimostrano di sapersi difendere. Ma sono anche vittime, sfruttati dagli adulti per il loro divertimento, resi schiavi e mandati al macello. Anche se Katniss alla fine la spunterà (perché la spunterà, lo capisce anche chi non ha letto i romanzi della saga), tanti corpi giovani saranno rimasti a terra. E questo, di per sé, non è un bello spettacolo.