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E se invece vincesse “Millennium”? Gaia Galizia, un’aliena tra noi

Sofisticata e potente, autentica outsider dal talento brillante. Millennium, al secolo Gaia Galizia, sta incantando il pubblico, tra tatuaggi e abiti autoprodotti, parlantina e entusiasmo 

Questa edizione la vince “Millennium”.  È la voce che gira fra le under 24 italiane (le spettatrici, “mika” le concorrenti), e Millennium è il nick di Gaia Galizia, la cantante di X Factor 7 in tutto e per tutto identica a Lizbeth Salander, protagonista della saga di Stieg Larsson: capelli cortissimi, occhi di ghiaccio, fisico minuto, un piercing al naso, più di 70 tatuaggi su tutto il corpo.

Non è rassicurante, Gaia, o tradizionalmente bella, e supera tutti i canoni che andavano forte nelle serie precedenti del programma, dove il fattore X è stato affibbiato a una nerd come Chiara o a una “ribelle tenera” come Francesca.

X Factor cerca in tutta Italia il talento. Chi sia il concorrente, quale sia il suo passato o il suo aspetto viene bypassato da questo dono che, con forza e grinta, si fa strada attraverso selezioni e selezioni infinite.

Poi arriva l’eccezione, ed è il caso di Gaia Galizia. Un’anima femminile in un corpo senza sesso, lontano anche da quello della concorrente delle edizioni passate cui assomiglia di più, Antonella Lo Coco, che era un’esplosione musicale di femminilità dentro un fisico androgino: anche lei capelli cortissimi e occhi di ghiaccio, anche lei tatuaggi ovunque.

Ma Gaia è oltre. Più dura, più strana, la profetessa di una religione che pratica solo lei. Antonella Lo Coco, infatti, su Twitter, scrive: “#Gaia l’adoro. Bravo @mikamusic”.

Di lei si sa quello che dicono le cronache ufficiali. Vent’anni, nata a Busto Arsizio, residente a Castellanza: una figlia “bastarda” della Brianza conformista. Scorpione “lunatica e determinata”, un metro e 60 per 47 chili, quattro gatti (non per dire, proprio quattro), una sorella, un fratello, un ragazzo, due genitori che non hanno mai smesso di credere in lei.

“Cosa ti diverte?”, le hanno chiesto i selezionatori di X Factor.
“L’amaro sarcasmo”, risponde Millennium.
“Che cos’è l’X factor”?
“È un grido fortissimo che viene sotterrato dal brusio della gente”.

La voce di Gaia invece arriva al cuore facendo scomparire ogni barriera, rimane solo lei e quella potenza che la percuote. Diversa.

Ai provini ha portato Pigro di Ivan Graziani. Fra i cantanti italiani preferisce Petra Magoni, Raphael Gualazzi (con cui sogna di duettare. Ve lo immaginate?) e Lucio Dalla (“Attenti al lupo mi ha cambiato la vita”). Dice: “Heart-shaped Box dei Nirvana
 vorrei averla scritta io”. Ha gusti sofisticati, ma non è snob come Violetta con il suo ukulele. Infatti ha legato istintivamente più con Valentina, la modenese con la voce soul.

Parla spesso di dignità, Millennium. Che cosa non farebbe a X Factor? “Non canterei pezzi come Gelato al cioccolato che potrebbero farmi perdere quel poco di dignità che mi rimane”. Perché la X in lei non è solo la voce, ma anche il fatto che questa ragazza di vent’anni entra in un programma che impone di cambiare il look di tutti affermando di voler rimanere se stessa.

Una giovane donna particolare che si crea un look tutto suo cucendo, filando e indossando capi fuori dagli standard, portando un copricapo a turbante che mostra solo la frangetta para. Un tipo di donna che raramente si vede in televisione. Più adatta alle passerelle underground, quelle che la moda non la seguono ma la fanno, dal basso, con estro autentico.

Anche il suo giudice, Mika, le ha detto che il suo look fa paura e che dovrà modificarlo, ma lei ha risposto: “Io sono così”, una risposta che dà forza a tutte le donne ‘diverse’. E Tomassini & Co sembrano avere tratto ispirazione dal suo look, invece di annientarlo, come hanno fatto con alcuni concorrenti del passato.

Gaia è perfettamente cosciente che “essere originale non è per forza un indice positivo”, e da se stessa pretende il massimo: “Come cantante mi do dal sei al sette: ne ho, di strada da fare”.

Certo, non sta zitta un momento. Su Twitter l’hanno già cazziata: “Ma la tizia col turbante delle under donna sta lì a fare la cantante o l’opinionista?” scriveva @Modaholic. “Chi le ha chiesto di commentare la qualunque?”, rincarava @fravverella. E @thekan76 commentava il suo look: “‪#gaia peggio de un film de paura, la fantascienza non vi ha insegnato ‪#gnente”. E però Gaia era già un hashtag twittatissimo, il che, nel mondo social, vuol dire qualcosa più di… gnente.

Gaia è “tanta roba”, come dicono le sue compagne di squadra under. “Ha un controllo incredibile della sua vocalità”, ha sintetizzato Marco Mengoni, basito di fronte alla sua performance agli home visit. “Quando canti lo fai come un’artista e non c’è niente di prevedibile”, le ha detto Mika dopo la prima esibizione di Millennium. Del resto è stato lui a dirle: “Ho bisogno di te”.