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Sarà vero che The Newsroom è una serie maschilista?

Negli Stati Uniti dicono che le donne della serie tv in onda su RaiTre sono incompetenti, emotive e casiniste, ma simpatiche. E lo sceneggiatore-produttore Aaron Sorkin è nel mirino, accusato di misoginia

Buona parte della blogosfera femminista negli Stati Uniti accusa a più riprese lo sceneggiatore e produttore Aaron Sorkin di misoginia. Le ultime ondate di critiche gli sono piovute addosso per la serie The Newsroom, basata sulle vicende lavorative e sentimentali di un gruppo di giornalisti televisivi, che il 17 ottobre ha esordito in Italia con la prima puntata su Rai Tre.

La trama, in pochissime parole, è la seguente: un gruppo di giornalisti idealisti e motivati combatte per realizzare un buon prodotto in un mondo in cui l’informazione di qualità nuota controcorrente. Per saperne di più leggere qui. Ma sono le donne della serie, appunto, ad aver attirato l’attenzione di parte della critica. Sorkin è uno dei perfetti bersagli dei così detti hater, perché lui è uno che sforna sceneggiature eccellenti e ottimi film, uno che racconta la realtà e infila le mani per ravanare senza paura dentro le questioni più delicate dello status quo.

Come sono dunque queste donne di The Newsroom? Perlopiù incompetenti, mischiano costantemente problemi professionali con beghe emotive, sono casiniste, ma simpatiche nel loro essere impacciate. Figure che mischiano Ally McBeal e Bridget Jones, per capirci, sempre in equilibrio precario tra l’essere e l’apparire, sempre in conflitto con i modelli sociali di riferimento, specchio di una complicata conciliazione tra sfera pubblica e privata.

Una scena di The Newsroom tra le più osteggiate, ad esempio, è quella in cui MacKanzie, protagonista femminile, per sbaglio clicca su “rispondi a tutti” nel replicare a un email che invece doveva rimanere uno scambio privato. Eppure la reazione di Will, protagonista maschile che doveva essere il destinatario unico di quell’email, è addirittura più emotiva e nevrotica di quella di MacKanzie quando si accorge del disastro combinato. Però di questo i Sorkin hater non si sono accorti.

In effetti, a ben guardare, non sono solo le donne a provocare danni e ad avere vite sentimentali che si intrecciano col lavoro, ma chissà perché, quando questi comportamenti sono tenuti da donne, la critica parla subito di “womenkind problems”. Ecco qui come la pensano due tra i più pepati critici americani.

Quando Sorkin fu accusato di misoginia per la sceneggiatura di The social network, film che racconta la nascita di Facebook come rivincita di due giovani nerd che con le ragazze avevano indubbiamente un rapporto difficile, lui replicò che quella era semplicemente la trama di un film basato su una storia vera. Cioè: se uno scrive di un gruppo di ragazzini un po’ sessisti in quanto sfigati, non significa che lui stesso sia sessista. Gli si può dar torto?

E poi in The west wing, serie tv del ’99 che ha reso la politica cool, fatto incetta di premi e cambiato la storia della serialità televisiva, dove si vede una scrittura maschilista? Per i detrattori di Sorkin i suoi problemi con le donne sono una questione degli ultimi anni.

Se provate a cliccare su Google Sorkin misogynist avrete l’imbarazzo della scelta tra 48.900 risultati. La cosa migliore però è farsi un’idea propria, da adesso, ogni giovedì in prima serata su Rai Tre.