Politica ed Economia
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Femminismo guerrigliero italo-americano, Lachrista Greco racconta cos’è

Serie tv americane come Jersey Shore hanno perpetuato stereotipi sulle ragazze italo-americane. Un gruppo di ragazze ha deciso di ribellarsi e di fondare un movimento neo-femminista per la liberazione delle donne dalla pelle "oliva", sono le Olive Grrrls

“Parli italiano? Fico! Pure in camera da letto?”. È anche per rispondere a frasi così, racconta,  che  Lachrista Greco, attivista e fondatrice della comunità Facebook Guerrilla Feminism, ha deciso di scrivere OliveGrrrls: Italian North American Women & The Search For Identity, una antologia auto-pubblicata – e venduta da Amazon – di attiviste, artiste, scrittrici italo americane che, con toni spesso ironici, raccontano la loro storia e identità. Perché per sfatare un mito – “Le donne italo americane – spiega l’autrice – sono percepite come rumorose, esuberanti, idiote” – serve un racconto corale, intenso, divertente.

E se “olive” indica il colore della pelle di chi ha origini italiane, lo spelling “grrrls” viene, invece, dalle Riot Grrrls, movimento dei primi anni Novanta portatore di una visione combattiva e irriverente del femminismo. Il vero antidoto a una cultura patriarcale e, come scrivono Louise De Salvo e Edvige Giunta in The Milk of Almonds, fondata sul “sacro il principio del silenzio”. Lachrista, allora, quel silenzio, lo rompe così, descrivendo, nelle prime pagine del libro, cosa significhi per lei vivere a Madison, WI, e avere origini calabresi:

“Affermare l’identità di italo-americana è importante per me per diverse ragioni. Sento che rappresenta davvero chi sono io, da un punto di vista fisico, psicologico, spirituale, emotivo e mentale. Come ha scritto la poetessa italo-americana Rachel Guido:

“I come

from centuries

of Calabrese women

heads hard as stone

I am shaped by Calabrese women

who breathed near the sea

who are in me

what is in me”

La capacità di raccogliere, dare un nome e possedere le identità di un individuo è davvero importante per noi donne. Ci preoccupiamo affinché il linguaggio possa nominare e accettare le diverse identità che insieme ci rendono individui unici”.

Come sono percepite le donne italo americane e quale è lo stereotipo che ti proponi di sovvertire?

Siamo chiassose. Molte persone sembrano credere che noi donne italo-americane parliamo sempre, in continuazione, e che siamo tutte molto estroverse. Siamo poi iper-sessualizzate, o percepite come facili: ho incontrato molti uomini che mi hanno chiesto di parlare italiano a letto – un po’ come se pensassero sia l’unico luogo adatto per farlo. Infine siamo poco istruite: ho conosciuto persone per le quali le donne italo-americane non sono intelligenti – in generale questa idea viene dai reality show come Jersey Shore, trasmesso da MTV.  È un po’ come se noi fossimo tutte stile Snooki. Che poi non è nemmeno italiana.

Come si è diffusa questa idea della “olive girl”, quali personaggi l’hanno alimentata?

Lo stereotipo si è diffuso tramite Jersey Shore, Mob Wives – serie tv su un gruppo di donne a Staten Island, figlie o mogli di uomini arrestati per mafia – e Brooklyn 11223 – reality sulla vita di dodici ragazze italo-americane. Questi show perpetuano gli stereotipi offensivi relativi alle donne italo-americane. Jersey Shore ha davvero mercificato l’idea della “principessa italo-americana”. Non si tratta però solo di un mito televisivo, ma di uno stereotipo largamente diffuso. Eppure quando le persone vedono gli italo-americani davanti a Jersey Shore, non stanno guardano la realtà, ma una caricatura.

Jersey Shore è trasmesso da MTV anche in Italia. È difficile dire quali siano le caratteristiche italiane di Snooki!

Bene, Snooki non è nemmeno italiana, è cilena, ma MTV l’ha venduta come italo-americana. È ridicolo! Gli americani credono lo sia perché incarna molti degli stereotipi riferiti alle italo-americane: è chiassosa, esuberante, stupida. Sono sicura Snooki interpreti un personaggio specifico, perché sa cosa il pubblico – e il network tv – purtroppo vogliono. Il problema è, e questo è il motivo per cui ho scritto Olive Grrrls, che non c’è una figura femminile italo-americana precisa e positiva rappresentata attualmente nella nostra società.

Quali sono allora le donne italo-americane con cui identificarsi? Quali valori rappresentano?

Le donne che hanno scritto per Olive Grrrl sono le italo-americane con cui identificarsi. Ognuna di loro è andata contro lo stereotipo, tutte hanno reclamato la propria identità e hanno messo in mostra cosa le donne italo-americane siano in realtà. Il libro è una antologia di quanto scritto da queste donne a 20, 30 anni rispetto a diversi aspetti della propria identità: la cultura, la sessualità, il femminismo. Una donna, Nadia, di Ottawa, ha scritto del proprio coming out come lesbica, un’altra, Olivia Kate Cerrone, insegnante di scrittura al Bunker Hill Community College, invece, del complesso di Madonna – o della prostituta – con cui molte donne devono confrontarsi – soprattutto le italo-americane. Altre hanno scritto del loro rapporto con il femminismo – ndr: Morgana Rhalina Smith, studentessa di arte e italian studies, per esempio, ha scritto: “Alta un metro e mezzo, abruzzese e cattolica, mia nonna mi ha trasformato in una femminista…Era lei – Nonnina – a tagliare il prato, pitturare la recinzione, potare la siepe, spostare i mobili”. Molte, poi, hanno scritto della cultura machista tipica degli uomini della propria famiglia. Queste donne hanno storie diverse, ma condividono tutte la stessa identità. La dimostrano nel proprio modo di essere e sovvertendo l’idea popolare e l’aspettativa per cui dovrebbero essere in un certo modo. Sono sopravvissute e sono fiorite! Infine, un messaggio alle Olive Grrrls: resistete alla rappresentazione sociale della vostra etnia e delle donne. Siate voi stesse. Reclamate la vostra personale identità. Non siate mai dispiaciute. Siate feroci!

E ironiche. Proprio come Maria Francesca Di Scala, scrittrice, che nel libro racconta di aver scovato il femminismo in cucina: “Era disteso là. Incastrato tra i miei genitori e il frigorifero. Aveva la forma di un provolone”. Insomma: un italianissmo modo per essere grrrl.